MAX PONTE. 56 POESIE D’AMORE. TORINO, GRANCHIOFARFALLA, MAGGIO 2016.

Fra tanti libri, libretti, libricini diffusi qua e là nel maremagnum editoriale italiano, ecco apparire, come un fulmine a ciel sereno, un piccolo libro di poesie autopubblicato dal poeta Max Ponte, conosciuto nell’ambiente culturale-letterario come promotore di quella poesia tutta oralità e spettacolo che sta prendendo piede in Italia e altrove: le cosiddette gare poetiche. All’attivo con pubblicazioni sparse in riviste, antologie e blog letterari nonché con una raccolta di poesie del 2009 (Eyeliner), Max Ponte ritorna sul mercato librario con un proseguo di quel primo libro così bizzarro e roboante che aveva aperto la strada al ritorno di quella poesia d’inizio Novecento appartenente alla corrente del Futurismo. Il poeta Ponte conosce profondamente tale avanguardia (ha scritto un saggio intitolato Potere Futurista), e cibandosi d’essa e di altre manifestazioni artistiche coeve come il Surrealismo e il Dadaismo, ha composto entrambi i suoi libri seguendo rigorosamente le linee guida tracciate dai suoi predecessori. In questo secondo lavoro artistico ci ritroviamo di fronte a una poesia rapida, violenta e attiva pur trattando un argomento delicato come l’Amore. I giuochi di parole (presenti nelle poesie “A*fotonico, Incompatibilità di carattere, Nell’esaurimento del crudele aprile, Anarcardio?, Voglio un Ministero, Sbrocco per te, Dimmi qualcosa di, Scassami di baci”), l’elencazione (nelle poesie “Click Love, Soap opera dentro di me, K. 593, Scassami di baci, Amami brutalmente nei cataloghi della scuola vaticana”), il nonsense e gli aspri e dissonanti accostamenti (nelle poesie “Click Love, Ho bisogno di zuccheri, A*fotonico, Flowersperma) abbondano tra le pagine del libro, frutto sicuramente degli studi e dell’attitudine del poeta alle letture pubbliche, che in qualche modo hanno influenzato la sua scrittura o per lo meno quella di questa raccolta.

La tematica amorosa par essere solo un pretesto per le pirotecniche acrobazie stilistiche del poeta, che trasforma le parole in frenetici ritmi verdi e neri come quelli di un giovanissimo poliziotto che esplode. Il fascino di questi versi sta tutto nel rumore sordo, nel boato, nel frastuono provocato da una mitragliatrice ben oliata, vero marchio di fabbrica dell’artista, che preferisce il crepitare meccanico delle faville alla dolce e melliflua melodia della lira.

Indicherei il Ponte come un epigono del Marinetti (assolutamente differente da Govoni e Palazzeschi, che pur avendo aderito per qualche tempo al Futurismo erano tutt’altro che futuristi), maestro e guida indiscussa del movimento. Tralascerei i vari Ardengo Soffici e i Luciano Folgore, molto più moderati ed eccentrici come risulta dalla loro bibliografia e dalla varietà del loro itinerario artistico.

Certo è che vi sono pure alcune poesie che poco o nulla c’entrano con tale corrente letteraria; sono poesie “semplici”: piccole effusioni innocenti, lievi rimembranze peccaminose, descrizioni gioiose del sentimento, dell’Eros e qualche tentazione consumata all’ombra di Venere. In queste stanze, l’artista, ritrova la forma piana e tradizionale: la rima fa capolino tra un verso e l’altro a braccetto con il lessico aulico, a sua volta mesciato insieme al prosastico.

In conclusione, penso che questa silloge divertirà il lettore medio grazie al linguaggio giovanile e diretto, quelle parole in libertà tanto care al Manifesto. A un lettore accorto susciterà invece curiosità ed empatia: non tanto per il contenuto o per le sensazioni/emozioni percepite, ma per il coraggio del poeta a ripercorrere una strada già battuta e fugace, che lasciò in eredità più programmi, indicazioni, idee, questioni aperte che opere di valore duraturo (il discorso cambia riguardo le arti figurative, ove il fenomeno è stato più esteso e ha coinvolto i più grandi artisti del Novecento con esiti così brillanti anche fuori Italia), un po’ com’è stato per il movimento Dadaista, basato sulla pura negazione e sul gusto del gioco gratuito, quindi di breve durata, proprio come un bel gioco.

 

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...